Nell'immediato dopoguerra, Dimma Bargellini, rimasta vedova con 4 figli da crescere, si rese conto che doveva trovare un lavoro che l'aiutasse nella vita. Apparteneva ad una famiglia marinara Viareggina, ed era vedova di Giovanni Lenci, il palombaro della nave "Artiglio" che recuperò l'oro sommerso dell "Egypt" affondato nel canale della Manica a 130 metri di profondità, un'impresa che ancora oggi desta ammirazione e gloria. Essendo il mare sempre presente nella sua vita pensò di investire una piccola liquidazione avuta dalla società per la quale aveva lavorato il marito per rilevare una concessione balneare. La spiaggia era poco meno di una macchia mediterranea, cioè piccole dune di sabbia con un pò di vegetazione sparsa, infatti nei suoi racconti diceva di aver dovuto spianare i "poggioni", così sono nate le prime cabine e piano piano, a fronte di tanti sacrifici, tutto lo stabilimento. La sua passione si è trasfusa non solo nei figli, nipoti e pronipoti, ma anche nella clientela, perchè ancora oggi ospitiamo le famiglie di quelli che furono i primi sette clienti del Bagno La Salute.

Dimma Bargellini  was married to Giovanni Lenci, a diver of an important ship crew from Viareggio, whose enterprises still stirs admiration and glory. Giovanni took part in many expeditions; the most important of which was when he recovered the sunken treasure of the “Egypt”, at 160m depth in the English Channel. Fallen casualty during WWII, he left his wife and four children behind. Dimma had then to find a job to raise her children alone. The company her husband used to work for gave her a settlement which she invested to start up a beach concession. At that time, the beach was merely a bush area, with small dunes and wild vegetation. She had to level the sand dunes and eradicate plants. Thanks to her sacrifice, she built the first beach huts and in a short while she managed to open a fully functioning beach resort which she called “La Salute”. She loved her job and she transmitted her passion  to the next generations down to her  great grandchildren. Guests were also enchanted by her enthusiastic spirit. Still today La Salute counts within its guests the families of Dimma’s first seven customers.